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domenica 16 gennaio 2011

Kossi Komla-Ebri, scrittore migrante

Nomi: Kossi Amékowoyoa Cognome: KOMLA-EBRI
Nato in Togo (Tsévié) il 10/01/1954, Kossi Amékowoyoa KOMLA-EBRI (Basile KOMLA) conseguita la maturità in Francia, approda in Italia nel 1974 a Bologna ospite del fu Card. Giacomo Lercaro presso il Collegio Internazionale “Villa San Giacomo”. Completati gli studi universitari in Medicina e Chirurgia a Bologna, si è specializzato a Milano in Chirurgia Generale. Oggi lavora in Laboratorio Analisi presso l’ospedale Fatebenefratelli di Erba (Co). È sposato e padre di due figli e risiede a Pontelambro (Co).
Vincitore del primo premio per la narrativa in occasione della terza edizione del concorso Eks&Tra nel 1997 col racconto “Quando attraverserò il fiume”, è premiato anche nell’edizione del 1998, con “Mal di…”. Altri racconti: “Sognando una favola”, “Vado a casa”, “Le due scatole di fiammiferi” sono stati segnalati per la pubblicazione in diverse antologie. I suoi saggi sono usciti sulla rivista “Lettere” e sulla rivista “Caffè”. Un racconto, “La manif”, è stato pubblicato sulla rivista “NarraSud” e sul sito “Sagarana” e un altro, “Il buio nella notte”, sul quotidiano “L’Unità”. Due opere sono state pubblicate nell’Antologia “La lingua strappata”, Leoncavallo Libri 1999.


Ulteriori informazioni su: http://www.kossi-komlaebri.net/interventi.php

martedì 11 gennaio 2011

Cosa voglio di più



Trama
Anna è diventata tutto quello che ci si aspettava da lei: ha un impiego modesto ma sicuro, è vitale, affettuosa con la famiglia, gli amici e con il suo compagno Alessio, col quale ha deciso di avere un bambino. Quello che le manca forse è proprio il coraggio di prendersi una responsabilità definitiva verso il suo futuro. Futuro che ha i contorni di un ufficio, di una città che si allarga sempre di più, i toni tenui di un treno che dalla periferia la porta in centro, quelli più accesi di una relazione che le sembra serena. Quando Domenico irrompe nella sua vita però tutti quei contorni svaniscono e per la prima volta mette a fuoco l'amore, quello fatto di desiderio e passione. Ma l'amore spesso ha a che fare con linee nette, confini. Quelli del corpo, innanzitutto, che Domenico le insegna a scoprire e ad amare. Poi quelli del matrimonio di lui: è sposato con Miriam e hanno due bambini. La storia fra Domenico e Anna è una ribellione sottovoce che si regge su un equilibrio precario come la loro vita: incontri clandestini, litigate al cellulare, bugie, carezze soffocate dallo scadere della pausa pranzo, il sesso coinvolgente consumato in una stanza di un motel a ore. Fino a quando Anna non decide che vuole molto di più...

venerdì 7 gennaio 2011

I Giovani e il Matrimonio


I giovani rinviano la costituizione di una nuova famiglia ogni volta di più e non solo in Italia.




"La sindrome del rinvio. Colpisce i figli che non se ne vanno mai di casa. In dieci anni i Tanguy nostrani sono passati dal 35'5% al 43'3%, una percentuale che supera quella delle giovani coppie con figli passate dal 40 al 29 per cento. Rinviano tutto: la fine degli studi, l'ingresso nel lavoro, l'uscita dalla famiglia d'origine, la formazione di una nuova famiglia. Alla fine rinunciano a diventare genitori."

Tratto da La Reppublica.it


Che spiegazioni si possono trovare per questo atteggiamento?